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Agriturismo Montebellobio

Da: Maria Silvia Caffari
Data: martedì 24 aprile 2012
A: Fondazione Girolomoni
Oggetto: Ricordo di Gino
 
Cari figli di Gino Girolomoni, avevo scritto una lettera a La Stampa, per ricordare il vostro caro papà. Non è stata pubblicata, e allora ve la invio in allegato, per dirvi la mia vicinanza, il mio dolore e comunicarvi quanto sia vero quello che Gino, nella sua lettera "Mia carissima Tullia", ricordando gli aboriginei dell'Australia, ha scritto: "...ci sono dei defunti più vivi dei viventi". Coraggio e continuate l'opera iniziata, certi che i vostri 'vivi', saranno sempre accanto a voi.
Un affettuoso abbraccio,
Maria Silvia Caffari

 

LETTERA A LA STAMPA

 Gentile Direttore,
è morto Gino Girolomoni. Lo apprendo dall’articolo a lui dedicato da Guido Ceronetti, bello, colto, intelligente, ma non basta. Alcuni muoiono e appaiono nell’omaggio di un amico sulle pagine centrali di un quotidiano. Poi, come vi sono apparsi, nome e cognome, breve storia di una vita speciale, il silenzio li riporta nel silenzio. Normale?! Ma, quando si tratta di persone come Gino G., bisognerebbe darsi da fare di più. E molte sono le persone che potrebbero intervenire, perché molte e dai nomi importanti, filosofi, teologi, letterati, hanno frequentato il Monastero di Montebello, centro culturale e azienda di agricoltura biologica. Come capita quando non si sa da dove iniziare a parlare di qualcuno che ci è stato caro e che all’improvviso muore, senza alcun preavviso, così Ceronetti cita altri nomi, come staffette, o pietre di appoggio per piedi che risalgono la corrente dei sentimenti per per giungere a dire di Gino G.. Ma il processo di avvicinamento a quello che è stato e continuerà a essere, quel personaggio dall’aspetto di antico profeta, determinato nei suoi progetti, per intelligenza, fede, speranza, di un amore severo essenziale, dovrebbe essere concentrico, perché è intorno a Gino G. che si sono intrecciate le strade di tante personalità, come al richiamo di un luogo dove il sacro lo si percepisce già da prima di oltrepassarne la porta. Accanto a Gino G., persistendo l’ombra concreta come ali di angelo, il ‘maestro’ Sergio Quinzio, rinnovando insieme, un giorno dopo l’altro, l’attesa del ritorno del Risorto, così come è stato promesso. E nell’attesa, lavorare per far trovare la terra fertile e i suoi prodotti degni di terra promessa e salvata, terra per i Risorti.
“L’uomo che sussurrava all’Alce Nero”, titolo d’effetto, ma Gino G. non sussurrava, squillava piuttosto le sue poche ricondotte all’essenziale parole.
L’Associazione Mediterranea Agricoltura Biologica di Monastero di Montebello pubblica una rivista : Mediterraneo, direttore Gino Girolomoni. Il numero di aprile 2011, per i “40 anni a Montebello” Gino G. l’aveva dedicato a Tullia Romani, la sua bellissima moglie, morta due anni prima. Dopo tanti anni Tullia finalmente poneva al marito la domanda “Senti Gino, tu hai dedicato tanto tempo a Quinzio, Ceronetti, Illich, per ringraziarli di essersi voluti legare a Montebello, ma perché per me non fai niente? Non sono forse io quella che ha fatto più di tutti per questo Luogo”. Immagino l’espressione di Gino nel suo contratto breve silenzio: “Adorabile creatura mi avevi fulminato perché avevi ragione…”. Volevo ricordare Gino Girolomoni, ma ci voleva la partenza di Gino per ricordare Tullia, accanto a Gino. Scriveva Sergio Quinzio all’amico Gino per la morte del padre: “Il Signore un giorno prenderà per mano tuo papà e te lo farà sedere vicino. Speriamo di diventare degni di vedere questo, anche se dobbiamo andare avanti senza più capire nulla. Così sia”. Queste parole leggeranno in eredità i figli di Tullia e Gino: e che eredità, cari ragazzi!
Non è rimasto a Montebello segno del nostro passaggio, in una notte ventosa d’estate nel chiostro del monastero di Montebello, illuminato a torce, di noi piccola compagnia teatrale ‘amatoriale, con lo spettacolo L’Eresia, dello scrittore torinese Giorgio Buridan, ma in noi è rimasto il ricordo di un luogo di ospitalità limpida, severa e buona. Era dieci anni fa: e c’era Tullia, bellissima, discreta, presente, a servirci restando in quel piano d’ombra dove si compiono prodigi.
Maria Silvia Caffari, Caraglio

 


 
Da: Giovanni Battista Girolomoni
Inviato: mercoledì 2 maggio 2012
A: Maria Silvia Caffari
Oggetto: Ricordo di Gino
 
 
Gentile Maria Silvia Caffari,
 
grazie per averci scritto e grazie per la bella lettera inviata a La Stampa.
Anche secondo me quanto è stato scritto Ceronetti non basta.
 
Le chiedo l'autorizzazione a pubblicare la lettera nel nostro sito web, nell'angolo della posta, in quanto la riteniamo molto significativa.
 
Un abbraccio.
 
Giovanni Battista Girolomoni


Da: Maria Silvia Caffari
Data: mercoledì 2 maggio 2012
A: Giovanni Battista Girolomoni
Oggetto: Ricordo di Gino

Sì, certo, è per me un dono, con la mia lettera essere presente, accanto a voi, nel vostro sito. Vi abbraccio tutti,
mSilvia Caffari

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