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ADDIO A GINO GIROLOMONI, PADRE DELL’AGRICOLTURA
BIOLOGICA IN ITALIA AVVENIRE 17 MARZO
2012 Urbino – È scomparso Gino Girolomoni, precursore
dell’agricoltura biologica in Italia e fondatore della cooperativa agricola
‘Alce Nero’. Con i suoi interventi, con il centro studi di Montebello (PU) e con
la sua rivista ‘Mediterraneo’ era diventato un punto di riferimento
indispensabile per la sua esperienza e conoscenza dei problemi ecologici del
nostro Paese. Proprio oggi avrebbe dovuto partecipare all’incontro su ‘Lazzaro
risorto’ a Montebello. Tra le sue pubblicazioni, nel 2002 ‘Alce Nero grida.
L’agricoltura biologica una sfida culturale’. Nel catalogo Jaca Book anche
‘Terre monti e colline!’ e ‘Ritorna la vita sulle colline’. Profondo credente
e conoscitore della Bibbia, Girolomoni ha dedicato la sua vita all’agricoltura
biologica e alla lotta contro gli Ogm e qualsiasi ‘brevettabilità delle forme
viventi’ considerandoli forme di ‘delirio di onnipotenza’ da parte dell’uomo. Di
questi temi ha scritto anche nella sua rubrica ‘Hortus’ su Avvenire nel
2003-2004. Alla sua vita imprenditoriale, Gino Girolomoni ha affiancato una
significativa esperienza politica che lo ha visto per 10 anni (dal 1970 al 1980)
sindaco di Isola del Piano. Qui, nelle colline tra Pesaro e Urbino, era divenuto
agricoltore biologico nel 1974 a 28 anni, fondando poi nel 1977 la Cooperativa
Alce Nero, grazie alla quale l’agricoltura biologica ha avuto, in Italia, un
abbrivio fondamentale: terre incolte da decenni sulle colline urbinati ripresero
a produrre ed un monastero disabitato tornò ad essere luogo di vita e di
incontro di uomini. L’ex monastero di Montebello fu infatti reso da Girolomoni
un vero centro culturale per lunghi anni: sino ad oggi filosofi, letterati,
persone impegnate nel sociale e nel rinnovamento della realtà economica e
politica, agricoltori e contadini, lo hanno avuto come luogo di
riferimento.
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