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RICOMINCIAMO!
Carissimi, il calore umano di tanti amici, che ieri hanno voluto tenerci
compagnia per l’ultimo saluto a Gino, ci dona la forza di riprendere il via fin
da subito. Gino avrebbe voluto così, ne siamo certi, a rivelarcelo sono
state soprattutto le parole della figlia Maria che, nella chiesetta di
Montebello, ha voluto con coraggio ringraziare suo padre per l’eredità ricevuta,
per i progetti già pronti.
Questa mattina ci siamo riuniti tutti, prima di riavviare le macchine e il
lavoro, per un momento di raccoglimento insieme, per guardarci in faccia, per
commuoverci di nuovo, certo, ma anche per rimboccarci le maniche, ognuno al suo
posto, con dentro il seme di quella fierezza che Gino ha saputo lasciarci.
Samuele, il primogenito, è arrivato presto, in prima fila. Di Gino torneremo
a riflettere, a parlare ancora: una vita molto complessa come la sua necessita
di silenzio e riflessione prima di poterla far emergere con una certa chiarezza.
Due cose soltanto vorremmo condividere con tutti voi. La prima detta dal
figlio Giovanni: “Il babbo mi citava una riflessione di Martin Lutero, che
diceva così: ‘anche se sapessi che il mondo finisce domani, io comunque oggi
pianterei una quercia’”. La seconda, collegata a questa, detta da uno di
noi: a muovere Gino c’erano dentro cose invisibili, di quelle dobbiamo
continuare a tenere conto, se vogliamo che la nostra cooperativa continui a
distinguersi da un qualsiasi altro luogo di lavoro.
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