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LA TRUFFA DEL BIO La truffa del bio e IL GATTO
CON GLI STIVALI: è questo il nome dell'operazione della Guardia di Finanza che
ha portato all'arresto dei truffatori che immettevano sul mercato materie prime
convenzionali falsamente spacciate per biologiche. Quella degli organi di
vigilanza è un'opera meritoria che ripulisce il settore da quei delinquenti che
non solo danneggiano il lavoro di decenni dei produttori seri, ma anche danno
uno schiaffo violento proprio ai consumatori più consapevoli. Noi abbiamo
sempre denunciato il pericolo di quelle materie prime importate i cui bassi
costi lasciavano molto dubitare riguardo alla loro provenienza biologica. Come
si fa a essere certi della loro provenienza, essendo state nascoste dietro ai
marchi della distribuzione nazionale - bio e non – da chi non ha altra
motivazione oltre a quella di entrare sul mercato a basso costo? Ho letto il
comunicato stampa della Guardia di Finanza di Verona che parla di 220 milioni di
fatture false e 2.500 tonnellate di materie prime sequestrate (frumento, frutta
secca, favino, soia, farine per i mangimi): mi sembrerebbe esagerato parlare di
10 per cento di tutto il fatturato del settore, ma anche se così fosse
ricordiamoci che il 90 per cento è il biologico di gente seria. I mangimi per il
bestiame e i marchi privati dei distributori sono due questioni che noi abbiamo
sempre criticato. Mi metto nei panni del consumatore e dico: come fare per
distinguere il falso dal vero? Opero nel settore da quarant’anni e di questi
gentiluomini arrestati non avevo mai sentito parlare. Il consumatore farebbe
dunque bene a ricercare i marchi di quei produttori ormai noti che possono in
ogni momento documentare la provenienza delle materie prime, insieme ai luoghi e
ai metodi della loro trasformazione. Negli anni scorsi dai controlli annuali
di Nas e Repressioni e Frodi erano emerse irregolarità sul tre per cento dei
prodotti bio controllati, ma due su tre erano errori di diciture e non
riguardavano il contenuto. Non sono in grado di valutare quale danno sia
insito nei mangimi per il bestiame che riguarderebbe latte, formaggi, carne e se
fosse vera la percentuale del dieci per cento sarebbe una catastrofe. Si, i
ladri ce ne sono ovunque, ma per fortuna ci sono anche quelli che li arrestano.
Gino Girolomoni
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