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Volavano i falchi, sopra il Monastero di Montebello, numerosi, quando
ci arrivai la prima volta. Il luogo mi attraeva più di una donna bella, anche
se era circondato da un silenzio inesorabile che non voleva arrendersi al
nulla.
Fu quella attrazione fatale a catturarmi ma che innescava
una raffica di domande: come fare ad arrivarci, cosa fare lì, con chi, solo il
perché era evidente. Credo di poter dire che le riflessioni fatte a Isola del
Piano sulla cultura delle campagne siano state di altissimo livello, tanto da
attrarre personaggi come Quinzio, Tombari, Volponi, Bo, Ceronetti. A me e
Tullia si unirono per primi quelli che erano attratti da un’idea di religione
legata al luogo (a cominciare dal 1971), poi quelli con cui abbiamo costituito
la Cooperativa Alce Nero nel ’77, poi alcune famiglie che ci vengono ogni
settimana per gli stessi motivi per cui i monaci ci hanno abitato per 500
anni. Poi sono arrivati dei collaboratori valenti, capaci di gestire le varie
aree di lavoro della Cooperativa, che ci hanno aiutato a consolidarla e a farla
diventare il riferimento dei più importanti importatori di pasta biologica di
tutto il mondo. In quarant’anni di cammino i nostri nemici più testardi sono
stati le Istituzioni: prima ci sequestrarono i prodotti perché integrali poi,
non riuscendo a incriminarci, li sequestrarono perché dichiarati “biologici”.
Questa storia durò per ben 17 anni! Sono stato rinviato a giudizio perfino per
aver sparso il letame di venti mucche senza aver chiesto il consenso
dell’ASL. Quella brava gente non ci ha mai nemmeno pensato di pretendere
la stessa autorizzazione anche per spandere i diserbanti. Uno dirà: “almeno il
Comune vi sarà stato vicino?”. Neanche per idea! Un’amministrazione comunale che
è stata lì per 30 anni ha cominciato la sua carriera con un’ordinanza di
demolizione di tutti i fabbricati della cooperativa e, non essendoci riuscita,
ci ha ignorati per tutto quel periodo. Essendo questa una realtà protetta
dall’alto (e per “alto” non intendo i governi), siamo andati avanti e oggi siamo
contenti dei 50 amici che ci lavorano e delle 100 famiglie agricole che ci hanno
seguito e che sono diventate socie. Mi auguro che, con la nuova
amministrazione comunale, possiamo puntare insieme alla valorizzazione di un
prodotto che viene al mondo, in tutto il suo ciclo produttivo, qui a
Montebello, che è il grano antico che con caparbietà e perseveranza (il
nostro stile) abbiamo selezionato per trent’anni e che si chiama GRAZIELLA RA.
Inshallah.
17 gennaio 2011
Gino Girolomoni
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