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BISOGNA FIDARSI DELLA CINA
Con questa frase Romano Prodi rispondeva ai giornalisti che gli chiedevano
cosa ne pensasse della Cina. E questa è anche l’opinione di Giovanni Girolomoni
e Gianluca Bettarelli, appena rientrati da Shanghai, dove la cooperativa Alce
nero ha partecipato a una fiera locale sul biologico. C’erano soltanto una
cinquantina di espositori, ma i visitatori erano tutti interessati al settore.
Buyer e titolari di ditte abilitate a importare giovanissimi, 23-30 anni.
Dialoghi sulle prospettive, sull’interesse dei giovani per i temi riguardanti il
benessere fisico dell’uomo e dell’ambiente, un interesse vero dimostrato anche
dal fatto che quattro di loro ci hanno scritto per manifestarci l’intenzione di
importare la nostra gamma di prodotti. Ci viene spontaneo il confronto con la
fiera di Mosca, dove siamo stati a maggio. Una fiera più importante, un pubblico
maggiore, ma nei confronti del biologico solo curiosità. Quelli che capiscono di
cosa si tratti non hanno i mezzi per avvicinarsi e quelli che potrebbero sono
solo interessati ad “apparire”, non a “essere”, direbbero i filosofi. Due mondi
veramente diversi e lo slogan dell’ex premier, sembrerebbe veramente
appropriato. Almeno dalla nostra modesta esperienza. Cominciando a lavorare con
la Cina, avremo modo di verificare se l’impressione avuta sia giusta.
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