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Da: Francesco Taldone
Inviato: 22 febbraio 2007
A: Gino Girolomoni
Oggetto: Il biologico ogm

 

Caro Gino,

leggo su "La Stampa" di ieri, 20 febbraio, una notizia che spazza gli ultimi grani di speranza.
Forse una legge europea partorirà un mostro che nessun bestiario medioevale avrebbe potuto ospitare:
il biolologico ogm (con il solito trucco della soglia minima). Altro che coincidentia oppositum.
E, peraltro, con i paesi europei più lungimiranti (quelli scandinavi, ad esempio) come ostetriche premurose, che  giustificano il teratoma con il falso fine di un biologico meno costoso.
Attualizzerei, a questo punto, l'osservazione di Piero Stefani sul Maligno che, abitando il regno della nostra interiorità, troverebbe in Ciò che ci è più vicino "che la vena grande del collo" (secondo un'analogia coranica), un'invalicabile opposizione ai suoi silenti movimenti.
Oggi, l' interiorità presidio del Maligno non è solo il discorrere intimo con la nostra coscienza, ma anche quella inconsapevole fatta di soglie minime e di ogni altra specie di trovate che il micro-biopotere s'incarica di escogitare per offendere la vita là dove è più impunemente oltraggiabile.
C'è, dunque, solo da sperare (contra spem) nel bastione di ciò che ci è intimo più della nostra intimità. Tuo
Francesco Taldone


Da: Gino Girolomoni
Inviato: 23 febbraio 2007
A: Francesco Taldone
Oggetto: Risposta

 

Caro Francesco,
ti rispondo con un brano del nostro Guido Ceronetti su La Stampa del 2 novembre 2000: “Né fascismi né comunismi si sognarono, nel loro delirio, di livellare i consumi alimentari e di dare norme di ferro sugli ingredienti, i componenti, la fabbricazione, la quantità da produrre, al punto di snaturare integralmente il prodotto e di sgretolare economie intere. Il Duce impose le bestiali leggi razziali, ma non arrivò alla fascistizzazione del gorgonzola, i nazisti non controllarono il grado di arianità del vino dell’Heuriger, Stalin non pretese che nel caviale del Volga entrassero i geni della scolopendra e del cetriolo.
Bruxelles non attenta alle vite come i regimi totalitari: attenta alla vita, semplicemente. Ecco perché non serve tanto la critica saggia quanto la fuga in massa dal carezzevole filo spinato, la rivolta contro il Leviatano piombato che ci propina anestetici di ciarle per schiacciarci meglio e rapinarci dei globi cerebrali.
Le norme europee sono assassini sguinzagliati per uccidere formaggi, pasta, olio, pane, vino, cioccolato, tutto, a poco a poco tutto, e sostituirli con simulacri. In buona parte l’agricoltura dei nostri Paesi è già distrutta, impoverita abbrutita da decenni di pesticidi e di monocoltura, ma le Norme mirano a distruggere persino il già distrutto, a violentare il violato, a perseguitare quanto resta di pulito. Di vero, di non trattato, di refrattario. E non si fermeranno, le Norme: se non saranno fermati da immensi rifiuti di obbedienza, continueranno a sterminare la vita biologica, forma e apparenza della spirituale, perché si aggredisce la materia per colpire lo spirito.
È naturale che Bruxelles e transgenico vadano insieme: è la fase ultima, la Soluzione Finale”.
Aggiungo di mio solo quanto segue. Ci sono dei segni sempre più invasivi e numerosi che ci vengono imposti come sfregio del Maligno, che nel Medioevo consisteva nel baciargli il deretano.
Gli Ogm, il teflon cancerogeno per cuocere il cibo, la Coca Cola, Mc Donald, oggi le bibite che sembrano di frutta e invece ne hanno solo il colore.
Una volta Guido nel refettorio del monastero di Montebello disse che gli sembrava chiaro il progetto del Maligno: sacrificare ritualmente la vita sulla terra, tutta la vita.

A presto,

Gino Girolomoni

 

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